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#26 Il peso di gennaio: timori, speranze e resilienza

Sono alla fine dell’ultimo lunedì di gennaio e mi sento stanco, non per la giornata lavorativa appena conclusa, ma per la quantità di eventi che si sono susseguiti in queste poche settimane del nuovo anno. Eventi che vanno da quelli che riempiono il cuore di speranza, come la liberazione di Cecilia Sala dalla prigione in Iran, a quelli che lasciano sospesi tra sollievo e diffidenza, come il cessate il fuoco a Gaza, fino a quelli che fanno venire i brividi, come il braccio teso di Elon Musk a ringraziare la folla per la fiducia riposta in loro, MAGA boys.

A più riprese mi sono detto: “Certe notizie sono veramente delle supercazzole,” oppure, ispirate ad una scena del film Idiocracy, in cui la società è talmente decadente che persino il senso comune più basico sembra perdere ogni significato.

A febbraio ci attendono le elezioni qui in Germania; a maggio, quelle in Romania. Rabbrividisco pensando alla piega ancora più Orwelliana che potrebbe delinearsi di fronte a noi.

In questi momenti, vengo assorbito da una spirale di pensieri e riflessioni nel tentativo di decifrare l’indecifrabile destino dell’umanità. Cerco di ritrovare quei concetti che ormai sembrano dissolversi in particelle sempre più minuscole e inafferrabili: pace, democrazia, tolleranza. Eppure, è in questi momenti che mi dico: ci siamo già passati e ce l’abbiamo fatta. L’umanità ha vissuto orrori indescrivibili. Impareremo dai nostri errori ed evolveremo.

Mi soffermo sulla semplice constatazione della nostra capacità, come esseri umani, di commettere errori che vanno al di là di ogni concezione. Eppure, riusciamo a imparare da essi, anche quando il nostro destino sembra irreversibilmente compromesso da azioni che non hanno nulla di umano.

E allora, prendo un lungo sospiro. Non è un sospiro di sollievo, perché il sollievo oggi è difficile trovarlo. È semplicemente un sospiro che, tuttavia, mi permette di riconnettermi con il mio corpo e tornare a percepire ciò che mi sta intorno, un po’ più presente.

Mi sforzo poi di pensare alla cosa più bella che mi sia capitata oggi, questa settimana e questo mese, e tre immagini mi vengono in mente: il volto della donna che amo, le piante di cui mi prendo cura e il mio corpo che ancora funziona.