#25 Coerenza interiore e cambiamenti personali tra verità e onestà

Onestà: La qualità interiore di chi si comporta con lealtà, rettitudine e sincerità, in base a principi morali ritenuti universalmente validi.

Verità: Carattere di ciò che è vero, conformità o coerenza a principi dati o a una realtà obiettiva.

Vocabolario Treccani

Queste definizioni, prese dal vocabolario e lette al volo nel contesto in cui viviamo oggi, mi fanno pensare a una vecchia cornice impolverata appesa al muro di una casa abbandonata chissà dove. Devo dire che molte altre parole che incarnano ideali morali hanno su di me lo stesso effetto malinconico, se considerate in relazione alla realtà che ci circonda. Eppure, continuo a cercarle dentro di me, a perdermi in un mondo che oscilla tra il complesso e il superficiale, spesso confondendomi.

L’onestà, come valore, l’ho sempre distinta dalla verità come concetto, almeno inconsciamente – o almeno credo. Tuttavia, quando mi trovo coinvolto in dinamiche complesse, sia sentimentali che professionali, a volte utilizzo questi due termini in modo intercambiabile, confondendo i loro significati. Ma questa confusione, tutto sommato, la considero positiva perché mi spinge a riflettere più attentamente su entrambi. Non mi interessa tanto esplorare il loro significato o l’etimologia – non avrei le competenze necessarie, non essendo né linguista, né antropologo, né ricercatore. Piuttosto, mi interrogo su ciò che rappresentano per me.

Istintivamente direi che verità e onestà hanno per me un valore quasi assoluto, guidandomi in ogni decisione, azione o interazione quotidiana. Ma affermarlo sarebbe una bugia. Essere onesto, dire la verità e comportarmi in modo autentico è un’impresa che spesso mi sovrasta. Per me, infatti, l’onestà non si limita a dire la verità a qualcuno, ma implica agire in linea con i miei valori, come suggerisce la definizione riportata all’inizio di questo articolo. Se riesco ad agire in linea con i miei principi morali, allora la questione superficiale del “dire la verità” nemmeno si pone, perché ogni azione sarebbe allineata con il mio autentico io, con l’immagine che ho di me stesso.

Ed è qui che mi trovo in un’impasse: l’immagine che ho di me potrebbe non corrispondere alla verità. Eppure, quella stessa immagine, nel tempo, potrebbe guidarmi verso la verità. Ma anche se, in un dato momento, essa fosse effettivamente in linea con il mio autentico io e con i principi morali che ho scelto come base della mia identità, questo stato non sarebbe altro che temporaneo. Io mi percepisco in continua evoluzione, in costante cambiamento, accompagnando un mondo che viaggia a una velocità incredibile – o forse sono io quello lento… chi lo sa. Che il mondo sia veloce o io lento, alla fine non importa.

Io non credo – nel senso di credere devotamente o indiscutibilmente a qualcosa. Questo mio continuo evolvermi ha consolidato un approccio critico e curioso, che mette in discussione tutto.

La morte, ad esempio, non mi spaventa. Invecchiare non mi infastidisce. Perdere i capelli non mi rende paranoico. La solitudine, cambiare amicizie, ricominciare in una nuova città, traslocare in un altro paese, lasciare tutto per un nuovo inizio: sono cose che ho fatto ripetutamente nella mia vita, a volte per circostanze esterne, altre per decisioni personali.

Nonostante questi cambiamenti continui, i miei principi morali guida sono rimasti più o meno gli stessi. A volte mi hanno guidato con maggiore forza, altre con meno. Ed è strano: mentre scrivo, mi viene in mente un altro concetto, quello di fede. Solo nominarlo sembra contraddire tutto ciò che ho detto prima sul fatto che io non credo.

Ma benché le mie riflessioni su questo e mi molti altri temi mi portino spesso contraddizioni o riflessioni inconcludenti, trovo conforto nella complessità e nell’evoluzione costante del mio rapporto con la verità e l’onestà.

2 thoughts on “#25 Coerenza interiore e cambiamenti personali tra verità e onestà

  1. crossingways's avatarcrossingways

    Bellissima riflessione sul senso della Verità ed Onestà. C’è da dire che per quanto riguarda i principi morali non è un male che questi evolvano, non penso che ci sia contraddizione, anzi è senso di una profonda ricerca interiore. Tutti noi siamo imperfetti, il tentativo di migliorare è un’azione che manifesta un’umiltà onesta.
    💪☮️🙏

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